
Dopo esperienze in cucine di alto livello e percorsi al fianco di grandi nomi della ristorazione come Alain Ducasse, Pierre Gagnaire e Luca Landi, Stefano ha scelto di portare nel laboratorio Dondoli una formazione fuori dagli schemi per una gelateria tradizionale.
Il suo approccio nasce dal rispetto assoluto per la qualità delle materie prime, ma guarda sempre avanti, con una visione contemporanea e un desiderio costante di innovare.
I sorbetti rappresentano per lui una delle sfide tecniche più affascinanti: essenzialità apparente, complessità assoluta. Dietro pochi ingredienti si nasconde un equilibrio delicato che richiede precisione, sensibilità e ricerca continua.
Da sempre in dialogo con chef, amici e colleghi, Stefano vive il laboratorio come uno spazio aperto, dove cambiare le carte in tavola è parte naturale del percorso. Ama ricercare nei sapori di ieri con il sapere di oggi, lavorando sulla complessità per costruire gusti nuovi, profondi e sorprendenti.
La contaminazione è parte integrante del suo modo di lavorare: l’incontro tra culture gastronomiche diverse diventa una fonte continua di ispirazione. Dal Giappone alla Thailandia, passando per la Francia e i linguaggi dell’alta cucina contemporanea, ogni influenza viene assorbita, reinterpretata e trasformata in nuovi equilibri di gusto. Lo stesso percorso che oggi attraversa la grande cucina internazionale e che nel laboratorio Dondoli prende forma attraverso gusti capaci di raccontare viaggi, idee e incontri.
Nascono dalla sua mano creazioni come Mango Thai, Litchi e rose, My passion for Vernaccia, Nocciola e Tonka, San Lucchese, Giappone, Matchami e molte altre sperimentazioni che continuano ad arricchire l’identità della Gelateria Dondoli.
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Credits: Dinamo